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Saluto del Presidente Alan Friedman ai soci del Centro Pannunzio (settembre 2017):

Cari consoci, cari amici del Centro Pannunzio, innanzitutto un grazie cordiale per avermi eletto a succedere a Camillo Olivetti alla Presidenza della nostra stimata iniziativa culturale. Da americano è per me un grande onore essere Presidente di un’organizzazione così importante nella storia dell’Italia moderna, e avere come predecessori Mario Soldati, Arrigo Olivetti, e Alda Croce. Mi impegnerò con forza e passione per rendermi utile al Centro, e per me questo vuol dire combattere per la libertà di espressione e per il pensiero liberale.

Oggi, come mai prima, dobbiamo difendere i valori fondamentali dell’Europa e dell’Occidente, a cominciare dai diritti umani e dai diritti civili. A questi vanno aggiunti il diritto al lavoro e alla libertà di stampa. Dobbiamo ripristinare i nobili ideali della democrazia e non cedere alle fake news dei populisti, alla propaganda dei leader autoritari che cercano di delegittimare l’informazione e la libertà di espressione. Inoltre, a mio avviso, c’è bisogno di riflettere profondamente sullo stato delle cose, su come siamo arrivati a una situazione in cui le disuguaglianze di reddito e il disagio sociale in Italia, così come in America, tendono a nutrire il populismo e a facilitare il lavoro di politici con messaggi forti contro gli immigrati o contro le minoranze.

Ho accettato la Presidenza perché vorrei che il Centro Pannunzio diventi un faro nel buio in questo momento storico, una voce contro le democrazie illiberali e contro la soppressione della verità nel discorso pubblico. Un faro, come è sempre stato, ma di più ora, in questo momento difficile nell’Occidente.

Ecco le mie aspirazioni. Spero che siano condivise da tutti voi. Ora rimbocchiamoci le maniche. C’è tantoda fare.

--Alan Friedman, Presidente del Centro Pannunzio, Torino, settembre 2017

Cinquant'anni di vita e di attività, mezzo secolo.Un traguardo che pensavamo irraggiungibile. Il Centro "Pannunzio" compie 50 anni. Siamo orgogliosi del nostro passato, ma siamo anche consapevoli dei nostri errori. Il mondo è cambiato, le persone sono cambiate. Ha ancora un senso un'associazione che si richiami a Pannunzio? È un interrogativo che dobbiamo porci. La risposta debbono darla gli amici che ci seguono. Noi non molliamo perché una presenza libera e laica è oggi più che mai indispensabile. I fanatismi ideologici sono stati sconfitti, ma i fondamentalismi religiosi sono una minaccia. Si stanno manifestando minacciosi i populismi di segno opposto. Bisogna sconfiggerli in nome della ragione e della cultura. Si profilano orizzonti di guerra che vanno sconfitti in nome della pace. I valori dell'Occidente vanno difesi con coraggio, senza cedimenti. In fondo l'essere anticonformisti non passa mai di moda. Anche dopo 50 anni.

                                                             Pier Franco Quaglieni

settembre 2015

 

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