Antonio Cederna
"Il Mondo" e la difesa dell'ambiente: chi meglio di Antonio
Cederna poteva condurre una battaglia tanto determinata sulle pagine del noto
settimanale?
La collaborazione con il giornale inizia nel 1950, subito dopo l'incontro a
Roma con Pannunzio, e continuerà
ininterrottamente per 16 anni fino alla chiusura del periodico. Primo vero
ambientalista in Italia, Cederna si servirà della sua penna per denunciare
scandali, abusi edilizi, sperperi
di denaro pubblico investito in opere di nessuna utilità. I suoi articoli, con
un accorato grido d'allarme, accusano i politici e le amministrazioni di scarso
interesse per la salvaguardia del territorio e dell'incomparabile patrimonio
artistico, così poco tutelati e disprezzati, ma suggeriscono anche i modi per
scongiurare siffatti danni.
Giornalista scomodo, proseguirà la sua dura
presa di posizione contro gli scempi nel nostro Paese sul
Corriere della Sera, La Repubblica, L'Espresso e nei numerosi saggi pubblicati
in oltre trent'anni di intensa e infaticabile attività, accompagnata da una
vivace, risoluta partecipazione a manifestazioni, convegni, campagne politiche.
La
sensibilità per la tutela dell'ambiente, a cui dedicherà tutta la
vita, risale alla sua giovinezza: nato a Milano il 17 ottobre 1921, conclude i suoi studi in
Archeologia classica alla scuola di perfezionamento di Roma; nel 1955 è stato
tra i fondatori di Italia Nostra, membro della VI sezione del Consiglio
Superiore dei Lavori Pubblici negli anni 70 e
successivamente, in qualità di deputato della Sinistra Indipendente, offrirà il suo contributo per
numerose iniziative, stesura di leggi per la protezione di aree naturali tra
cui quella del parco dell'Appia Antica e di Roma capitale.
Particolare
attenzione dedicherà alla sorte delle antichità capitoline. Grazie alle sue
competenze in materia archeologica evidenzierà la grave indifferenza per le
illustri vestigia, patrimonio unico al mondo, per
la cui tutela vengono assegnati
irrisori stanziamenti. Con amarezza e indignazione egli denuncia in un suo
articolo "I beni archeologici a Roma"pubblicato su Ambiente Italia nel 1990, la
destinazione della risibile somma equivalente al
costo di una decina di Km di autostrada per salvare i beni archeologici di
Roma, minacciati continuamente dal deterioramento, dai furti, dalle
esportazioni clandestine.
Instancabile, ha
speso le migliori energie per opporsi sistematicamente alla scriteriata
cementificazione delle nostre coste, allo sfacelo dei centri storici, alla
distruzione del territorio. Si è battuto per la conservazione dei beni
culturali, per la difesa dei monumenti, musei e parchi. Ha anticipato nei suoi
articoli problemi di grande attualità: l'inquinamento urbanistico, la scomparsa
del verde nelle città a beneficio della speculazione edilizia.
Il 26 agosto del 1996, la voce di Antonio Cederna si spegne. Ci è rimasto il
suo esempio: con accanita tenacia
è rimasto fedele agli ideali per
cui è vissuto, contribuendo al prestigio del Mondo, giornale da sempre
sensibile ai diritti civili, alle lotte contro il malcostume, il clientelarismo
e la corruzione.